Mens sana in corpore sano
Fin da piccola sono sempre stata una ragazza sportiva, anzi, a dire il vero, un po’ un maschiaccio, vista la compagnia di maschi tra i miei cugini e mio fratello. Giocavo con loro, e in particolare amavo il calcio. Mi divertivo tanto ed ero anche piuttosto brava. Ho sempre avuto un buon talento per lo sport, riuscendo a cimentarmi in diverse discipline. Ho provato un po’ di tutto: ginnastica artistica, atletica, nuoto e hip hop, quest’ultimo, però, non era proprio nelle mie corde. Eleganza e delicatezza non facevano per me, preferivo gli sport di squadra, dove la mia competitività si faceva sentire.
Ho iniziato a giocare a pallavolo in terza elementare e da allora non ho più smesso. All’inizio soffrivo molto di ansia da prestazione, non volevo mai giocare nelle partite per la paura di sbagliare e per la vergogna di essere guardata dal pubblico. Forse è proprio per questo che mi sono avvicinata alla pallavolo: in un gioco di squadra non sei mai solo davanti agli altri, ma fai parte di un gruppo e per me, nascondermi tra le mie compagne di squadra era, in un certo senso, un sollievo. Da piccola ero molto insicura e timida, ma crescendo ho imparato a essere me stessa senza la paura di essere giudicata. Ora, rivedendomi, sono praticamente l’opposto: anche se odio ancora stare al centro dell’attenzione, sono molto più sicura di me e delle mie capacità.
Giocare a pallavolo per me è un momento di pace, di sfogo, di concentrazione e determinazione. Posso dire con certezza che questo sport mi ha insegnato tanto. Ho imparato a giocare di squadra, ad avere una mentalità collettiva, ad agire non solo per me stessa, ma anche per gli altri. Mi ha insegnato a stare vicino alle persone e a capire quando hanno bisogno di me. La pallavolo mi ha fatto diventare determinata, responsabile e organizzata al 100%, e mi ha insegnato ad essere decisa nelle mie scelte ma soprattutto a capire che le scelte vanno prese, non messe da parte procrastinando in continuazione.
Questo sport mi ha dato tante soddisfazioni, al punto che credo fermamente che chiunque dovrebbe praticare uno sport di squadra. È incredibile come, senza nemmeno accorgersene, possa modellare il carattere di una persona in maniera più che positiva.
Attualmente mi alleno a livello agonistico e gioco in prima divisione. Siamo molto in alto in classifica, e se continueremo a fare bene nelle prossime partite, potremmo arrivare ai playoff con l’obiettivo di ottenere la promozione in serie D. L’anno scorso, purtroppo, non ci siamo riuscite, ma non ci siamo demoralizzate. Anzi, questo ci motiva a fare sempre meglio, credere nelle proprie potenzialità è la mentalità giusta da mantenere in momenti come questi.
Non nego che, a volte, l’ultima cosa che voglio fare è andare ad allenarmi. Molte volte mi manca la voglia, la motivazione e la concentrazione. Dopo lunghe giornate, vorrei solo riposarmi a casa o uscire con le mie amiche. Eppure, so che mi aspettano tre ore di palestra. Poi, però, quando entro in campo durante una partita, capisco perché il sacrificio è necessario. Il brivido di sputare sangue in una partita difficile è più forte della fatica che sento nelle gambe, che vorrebbero solo cedere e non rialzarsi più. La grinta e la competitività che emergono in campo sono più potenti di ogni cosa, e non potrei chiedere di meglio perché quando usciamo da quel campo vincitrici, il nostro viso dice chiaramente che ce l’abbiamo fatta, ci abbiamo creduto fino alla fine!



Una replica a “La pallavolo”
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Sono stato arbitro di pallavolo fino a qualche anno fa in serie B, ma arbitravo anche partite di categorie inferiori. Bel mondo e bello sport.
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studiosaras
Libera, creativa, solare: la mia essenza in un click!


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